Ordine del Giorno sulla riorganizzazione ospedaliera

Approvato all’unanimità un ordine del giorno sul tema della riorganizzazione ospedaliera. L’odg, presentato dal PD e al quale hanno presentato emendamenti anche le opposizioni (emendamenti poi accettati), oltre a sostenere il progetto di integrazione tra gli ospedali di Faenza e Lugo in coordinamento con quello di Ravenna, pone l’attenzione sulle questioni territoriali, sulla necessità di avere figure di alta professionalità e che tutti i posti vacanti siano ricoperti. Si chiede altresì di rivalutare la diminuzione dei posti letto e di garantire la guardia medica pediatrica h24. Infine viene chiesto di considerare la questione della mobilità e si chiede il mantenimento degli impegni assunti dall’ASL sul tema di investimenti in edilizia ospedaliera e ammodernamento tecnologico.

Lo stesso documento è stato approvato in contemporanea anche dal Consiglio dell’Unione della Bassa Romagna.

Di seguito il testo dell’ordine del giorno

PREMESSO CHE:

– l’Ausl della Romagna nacque, pur in un momento di tagli al sistema sanitario pubblico, come progetto di forte innovazione organizzativa e gestionale nell’ambito del Sistema Sanitario Regionale. Fondato sui principi di universalità, equità e solidarietà è finalizzato al continuo miglioramento dell’offerta sanitaria pubblica e privata accreditata secondo i criteri dell’integrazione, dell’accesso alle alte specializzazioni, della qualità e della prossimità;

– l’utilizzo attento e oculato delle risorse economiche è prima di tutto un principio etico e politico e una responsabilità che nell’azione amministrativa deve essere perseguita, soprattutto in un momento come questo, di calo delle stesse. Il “risparmio” in ambito sanitario, però, non è l’obiettivo con cui è nata l’Ausl della Romagna bensì la conseguenza del processo organizzativo che ha invece come proposito principale l’erogazione di servizi sanitari di alto livello qualitativo e quantitativo per i cittadini e comunque di un livello non inferiore a quello precedente alla nascita dell’Ausl Romagna stessa;

– l’applicazione della D.G.R. 2040/2015 deve rappresentare per l’Ausl della Romagna una proficua occasione per riorganizzare il sistema ospedaliero che, nella maggiore efficacia, appropriatezza ed efficienza, non deve mai perdere quella insostituibile caratteristica rappresentata dalla prossimità e dal pieno soddisfacimento dei bisogni di salute e cura della popolazione;

– gli obblighi previsti dalla normativa vigente, in termini di appropriatezza e di definizione di standard di sicurezza per la maggior parte delle specialistiche, assumono, come riferimento bacini di popolazione non inferiori a 150.000 abitanti;

– gli obiettivi descritti, nella bozza per la riorganizzazione ospedaliera del luglio 2016, presentata nel corso dell’Assemblea Plenaria dei Consigli Comunali della Bassa Romagna e della Romagna Faentina del 5 e 6 ottobre e per i Comuni di Ravenna, Cervia e Russi il 24 u.s., si inseriscono nell’ambito degli indirizzi e degli orientamenti nazionali e regionali e delle scelte sviluppate a livello locale e condivise nella conferenza territoriale socio-sanitaria (CTSS) della Romagna.

TENUTO CONTO CHE:

– le linee di riordino della rete ospedaliera proposte dall’AUSL dovranno rappresentare elemento fondante per garantire alla sanità romagnola il rafforzamento delle specializzazioni esistenti ed un costante presidio dei territori dell’intera area vasta di Romagna;

– nel quadro complessivo della AUSL Romagna i Presidi Ospedalieri sono integrati in un reticolo ospedaliero senza gerarchie predefinite;

– in alcuni di essi si sono sviluppate vocazioni differenziate che sono riferimento per l’intero territorio romagnolo;

– nell’ambito del reticolo del territorio della Romagna, si possono individuare alcuni ospedali già aggregati in un unico presidio ospedaliero che forniscono servizi integrati ai diversi bacini di popolazione;

– nella Provincia di Ravenna l’assetto è articolato in tre ospedali a rete (Ravenna – Faenza- Lugo) e in strutture accreditate a gestione privata (Maria Cecilia Hospital – Centro Hub per la cardiochirurgia della Romagna con sede nel comune di Cotignola, San Pier Damiano Hospital – polispecialistica con sede a Faenza, Casa di cura Villa Azzurra – monospecialistica psichiatrica con sede a Riolo Terme) in cui si sono sviluppate, nel tempo, da un lato collaborazioni organizzative e funzionali che rappresentano riferimenti

di qualità della risposta sanitaria sul territorio, dall’altro alte specializzazioni, come ad esempio la cardiologia e l’oncoematologia e l’alta specialità per le patologie cardiovascolari e cardiochirurgiche che, riteniamo, debbano diventare punto di riferimento per l’AUSL della Romagna. Tale assetto va pertanto garantito e rafforzato proprio per la capacità di esprimere un’offerta qualitativamente elevata, coerente con gli indirizzi di politica sanitaria della Regione Emilia Romagna;

– le Comunità di Tredozio (FC) (1243 ab.), Modigliana (FC) (4654 ab.), Palazzuolo sul Senio (FI) (1168 ab.) e Marradi (FI) (3288 ab.) hanno, storicamente come punto di riferimento per i servizi sanitari il presidio ospedaliero di Faenza (come testimoniato anche dai recenti interventi sugli organi di stampa da parte dei rispettivi Sindaci).

SOSTIENE

le osservazioni presentate congiuntamente dai Sindaci delle Unioni della Bassa Romagna e della Romagna Faentina volte a consolidare e sviluppare i servizi attraverso l’integrazione degli ospedali distrettuali di Faenza e Lugo in un unico presidio ospedaliero (secondo la definizione del Decreto Balduzzi definibile Ospedale di 1° Livello) in grado di servire un bacino di utenza superiore a 200.000 abitanti (191.840 abitanti delle due Unioni e 10.353 abitanti dei comuni montani limitrofi) e di svolgere la sua azione attraverso le due strutture ospedaliere presenti sul territorio e aventi pari dignità e qualità.

IN PARTICOLARE RITIENE NECESSARIO CHE NELLA RIOrGANIZZAZIONE DELLA RETE OSPEDALIERA DELL’AUSL DELLA ROMAGNA:

  1. siano assicurate, in modo equilibrato nei territori, le specialistiche e venga predisposta la presenza dei medici, in particolare partendo dalla copertura dei primariati attualmente vacanti, e del personale medico, tecnico e infermieristico indispensabile ad ogni presidio ospedaliero;
  2. sia garantita un’articolazione organizzativa basata sulla prossimità e sull’equa accessibilità ai servizi di assistenza primaria alla persona;
  3. vengano valorizzati e riconosciuti adeguatamente i Presidii Ospedalieri di Ravenna quello di Faenza e quello di Lugo, che insieme forniscono assistenza sanitaria al bacino di popolazione residente più esteso della Romagna. Presso l’Ospedale di Ravenna inoltre sono cresciute realtà ad alta specialità come la cardiologia e l’oncoematologia, che devono diventare di riferimento per l’AUSL della Romagna;
  4. venga confermato e rafforzato il ruolo di gestione dei distretti socio-sanitari, che rappresentano l’articolazione fondamentale del governo e della programmazione aziendale e costituiscono il punto privilegiato delle relazioni tra attività aziendali ed Enti locali, particolarmente nell’ambito delle cure primarie e dell’integrazione dei servizi sociali e sanitari;
  5. siano rafforzate le integrazioni (in molti casi già operative) tra gli ospedali di Faenza e Lugo realizzando un unico presidio ospedaliero Faenza-Lugo e garantendo un bacino di popolazione sufficiente a rispettare gli standard di sicurezza e di appropriatezza delle cure. In ciascun ospedale dovranno rimanere tutte le attuali prestazioni e specialità, ma contemporaneamente dovranno essere avviate nuove integrazioni di alcune specialistiche tramite le quali sarà possibile non solo raggiungere una maggiore qualificazione della risposta sanitaria ma anche programmare un ampliamento dei servizi offerti e contemporaneamente prevedere la presenza di tutte le specialistiche necessarie e conseguenti al bacino di utenza rappresentato dall’integrazione Bassa Romagna e Romagna Faentina (ovvero quelle che il Decreto Balduzzi prevede per un ospedale di 1° livello) ;
  6. sia approfondita ulteriormente la proposta presentata dall’AUSL che prevede la riduzione dei posti letto, in base al decreto ministeriale 70/2015 partendo da un’analisi articolata dei dati e dei criteri che la determinano, garantendone la presenza in numero adeguato alle necessità, sia per quanto riguardo i posti letto in day hospital che in degenza ordinaria;
  7. siano attivate tutte le procedure strutturali necessarie per rendere completa e definitiva la continuità H24 della guardia medica pediatrica a cominciare dal completamento dell’organico necessario;
  8. sia affrontato il tema dei punti nascita con completezza e coerenza assicurando anzitutto gli standard di sicurezza e appropriatezza sanitaria secondo le linee indicate dall’assessorato regionale e dalle normative conseguenti per consentire la funzionalità operativa nei presidi di Faenza e Lugo. Si chiede pertanto di dare corso agli indirizzi espressi dall’Assessore Regionale Venturi nella risposta all’interrogazione n. 3204;
  9. siano poste in essere le iniziative tese a rafforzare la medicina territoriale ed in particolare a realizzare i nuclei di cure primarie e le case della salute previste, a qualificare continuamente l’integrazione dei servizi rivolti alle cronicità (assistenza domiciliare, lungodegenza ospedaliera, rete delle RSA), a valorizzare il ruolo e le funzioni dei medici di medicina generale. Interventi, questi, necessari a potenziare l’integrazione dei servizi e migliorare l’appropriatezza delle cure. A tal fine il percorso di costruzione del PAL (Piano Attuattivo Locale) sarà l’occasione per affrontare ed approfondire (anche in sede dei Consigli Comunali e dei Consigli dell’Unione) l’articolazione della sanità territoriale in tutte le sue declinazioni per fornire risposte qualitativamente e quantitativamente adeguate, appropriate ed efficienti;
  10. siano investite tutte le economie di gestione scaturite dall’integrazione degli ospedali di Faenza e Lugo sui territori ad esempio rafforzando la sanità territoriale o incrementando la qualità e la quantità dei servizi sanitari e assistenziali offerti ai cittadini;
  11. siano mantenuti gli impegni assunti dalla AUSL circa gli investimenti in edilizia ospedaliera, in ammodernamento tecnologico e nei settori di sviluppo dei tre ospedali pubblici (Lugo, Faenza, Ravenna).
  12. sia affrontato il tema della mobilità delle persone che dai territori della Bassa Romagna e Romagna Faentina dovranno raggiungere altri presidi facenti parte della rete AUSL Romagna allo scopo di valutare l’opportunità di prevedere l’incremento, se necessario, dei servizi di trasporto pubblico in particolare rivolto alle persone svantaggiate.

SOLLECITA IL DIRETTORE DELL’AUSL DELLA ROMAGNA

  1. a fare propri i principi sovraesposti e di tradurli in proposte ed azioni tecniche – organizzative all’interno del piano di riorganizzazione della rete ospedaliera;
  2. ad assicurare la piena partecipazione degli Enti locali alla programmazione sanitaria, nonché alla verifica dei risultati di salute ottenuti dalle Aziende sanitarie coinvolgendo i Sindaci, rappresentanti eletti delle comunità locali, dei loro bisogni e dei loro diritti, in un confronto preventivo, costante e continuo;
  3. ad assicurare il coinvolgimento delle comunità locali e a monitorare l’andamento del processo di riorganizzazione, garantendo anche la partecipazione delle comunità locali.

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE INOLTRE CHIEDE ALLA GIUNTA

di garantire periodiche informazioni ai gruppi consiliari sul processo organizzativo dell’AUSL della Romagna.

SI IMPEGNA

in merito ad una tematica così importante quale la salute pubblica, ad affrontare con continuità, coerenza e metodo tale processo, a valutare e monitorare il conseguente impatto sul territorio.

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