Servizi Sociali: un nuovo regolamento per i 6 comuni dell’Unione

Approvato il regolamento per la gestione del sistema integrato di interventi e servizi sociali: tante le novità

In questi mesi, gli Assessori del Welfare dei Comuni della Romagna Faentina si sono incontrati, insieme all’Ufficio di Piano dei Servizi Sociali, per realizzare un nuovo regolamento per la gestione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, unico per tutta l’Unione.

Una modalità innovativa che cerca di raccogliere gli stimoli dalle singole comunità attraverso i loro rappresentanti per poi farne sintesi in modo da creare strumenti normativi e organizzativi che affrontino i bisogni dei nostri Cittadini in un’ottica di Unione. La storia del nostro territorio ha visto fin dal 2003 la messa in comune delle modalità operative con le quali erogare i servizi sociali attraverso la nascita dei Servizi Sociali Associati. Questa diversa modalità organizzativa non aveva però superato le sensibilità delle Amministrazioni locali, che, attraverso regolamenti diversi, affrontavano i bisogni dei propri cittadini in modo, in alcuni casi, sensibilmente difforme.

Inoltre le diverse regole di gestione legate ai singoli territori, ponevano non poche difficoltà al lavoro degli operatori che dovevano sempre tener conto di regole e prassi diverse in base al luogo ove operavano.

Questa disomogeneità di valutazione e trattamento, se parzialmente giustificata, allora, dalla autonomia giuridica delle singole amministrazioni ora, con il conferimento della funzione all’Unione, risulta non accettabile proprio per quello spirito di omogeneità di trattamento ce deve riguardare ogni cittadino dell’Unione.

Da qui la necessità di ridefinire, prima politicamente poi tecnicamente, il sistema delle regole che sovraintendono all’accesso e alla erogazione dei servizi sociali.

Gli obbiettivi di avere sostenibilità, equità, trasparenza, efficacia ed efficienza, sono stati declinati, in questo regolamento, ponendo al centro sempre la persona, le sue necessità ma anche le sue potenzialità e le sue risorse in modo che attraverso un corretta relazione tra bisogni e risposte si fornisca il sostegno più adeguato e utile possibile senza pericolosi assistenzialismi.

Inoltre è stato affermato il principio che i servizi erogati hanno comunque sempre un costo per la collettività che deve essere definito puntualmente e che il cittadino deve essere pronto a farsi carico di questo costo.

Ovviamente, gli operatori e gli assistenti sociali dovranno altresì valutare, con trasparenza e obbiettività, i diversi casi in modo da arrivare anche ad una esenzione totale come frutto di una analisi puntuale delle singole situazioni.

Infine l’utilizzo di indicatori economici precisi e di piani di intervento personalizzati potranno garantire sia una complessiva equità alla compartecipazione dei cittadini alla spesa sociale che le leve con le quali sostenere le persone per una loro uscita dallo stato di bisogno.

La progressiva omogeneizzazione dei servizi pur nella valorizzazione e nel riconoscimento di quelle che sono le specificità territoriali da salvaguardare, verso una nuova interpretazione del territorio di riferimento è una sfida che sta vedendo, come protagonisti, gli amministratori dei nostri Comuni, garanti dei propri cittadini e che deve vedere anche il coinvolgimento di tutti gli attori sociali che vivono le nostre comunità.

Dopo la stesura di una prima bozza si è pensato di incontrare sia le organizzazioni sindacali che le Associazioni che operano nel campo della disabilità per avere con loro un confronto che consentisse di analizzare con attenzione il nuovo regolamento alla luce delle diverse sensibilità.

Da questo dialogo veramente costruttivo abbiamo tratto spunti e riflessioni utili per una migliore definizione del testo e con le Organizzazioni sindacali abbiamo anche sottoscritto un protocollo d’intesa che definisce le prossime tappe del percorso.

Un percorso che non può considerarsi concluso ma che deve essere periodicamente verificato ed aggiornato attraverso il coinvolgimento di tutti i diversi portatori di interesse.

Da questo lavoro ne è scaturita una ultima versione che abbiamo ritenuto importante presentare nei diversi consigli comunali in modo da aprire una ampia discussione su tutti i territori.

Un atto non dovuto, in quanto la funzione essendo conferita richiederebbe il solo passaggio nel consiglio dell’unione, ma che si rendeva necessario proprio per iniziare un percorso di condivisione e confronto con i rappresentanti politici dei diversi comuni allo scopo di valutare insieme l’insieme delle nuove regole.

Purtroppo le diverse posizioni espresse nei singoli consigli comunali hanno “cristallizzato” quanto riportato nel consiglio dell’Unione dei gruppi presenti ma è stato evidente la volontà di tutti di partecipare attivamente alla percorso di costruzione di un welfare territoriale condiviso.

Dopo l’approvazione nel Consiglio dell’Unione del nuovo regolamento, la Giunta d’Unione, a breve, delibererà le tariffe con i nuovi parametri in modo da consentire, dal mese di maggio l’entrata in vigore del nuovo sistema.

In questa prima fase le Amministrazioni hanno concordato che le rette che il cittadino dovrà pagare non subiranno sostanziali stravolgimenti rispetto al passato in modo da testare in prima battuta la tenuta delle nuove procedure previste dal regolamento; si cercherà comunque di iniziare un percorso di armonizzazione tariffaria che prenda a riferimento, per ragioni storiche e logistiche, i territori collinari e di pianura identificando così due precisi sub-ambiti.

Nel tempo e con la gradualità necessaria le amministrazioni si sono date l’obbiettivo di definire tariffe e servizi i più possibile omogenei in modo da eliminare le differenza esistenti tra i diversi cittadini della nostra Unione garantendo così la più alta sostenibilità possibile al nostro sistema.

Il percorso fatto finora con le parti sociali, con le Associazioni e nei diversi consigli comunali ha evidenziato un generale apprezzamento per il lavoro fatto.

E’ importante non disperdere questa attenzione e occorrerà prevedere, a settembre, un momento di confronto e di analisi sui primi effetti delle nuove norme che consenta di dare spazio di partecipazione attiva a chi ritiene che i servizi sociali possano e debbano essere una leva importante per la crescita del nostro territorio.

testo di Fabio Anconelli (Sindaco di Solarolo – Delega al Welfare per l’Unione della Romagna Faentina)

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